Statuto ADIC Umbria approvato dall’Assemblea dei soci il 17 maggio 2019

STATUTO
dell’associazione di promozione sociale, Ente del Terzo Settore,  Associazione per i Diritti dei Cittadini Umbria (in breve “ADiC Umbria APS”)

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI

ART. 1: (Denominazione, sede e durata).
L’Associazione avente la seguente denominazione: Associazione per i Diritti dei Cittadini Umbria, in breve “ADiC Umbria APS” (d’ora in avanti “Associazione”), con sede legale in Perugia Via Pievaiola n. 10, svolge la sua attività nel rispetto del Codice Civile, del D.Lgs 3/7/2017 n. 117 e delle leggi regionali. L’Associazione assume la forma giuridica di associazione non riconosciuta, apartitica e aconfessionale. L’Associazione ha durata illimitata.
Nella sede legale vengono conservati, se non diversamente disposto, i libri ed i registri dei soci e degli aderenti, i libri dei verbali delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee e del Consiglio Direttivo, dei volontari e gli atti fondamentali dell’associazione.
Il trasferimento di sede nell’ambito dello stesso Comune non costituirà modifica statutaria; gli organi dell’associazione dovranno comunque provvedere a tutte le formalità di legge per la pubblicizzazione dell’avvenuto trasferimento.
L’Associazione può costituire o sopprimere sedi periferiche in tutto il territorio della regione, sedi comunque soggette allo Statuto e al controllo del Consiglio direttivo. Nella sede legale e in quelle periferiche verranno svolte anche attività di sportello di servizi al cittadino-consumatore e all’utente. Le sedi locali saranno disciplinate da apposito regolamento predisposto dal Consiglio Direttivo ed approvato dall’Assemblea dei soci.
L’Associazione è autonoma e indipendente, e persegue le proprie finalità in piena autonomia giuridica, contabile e amministrativa anche all’interno di un sistema federale a carattere nazionale, interregionale, articolato in associazioni regionali anch’esse autonome giuridicamente ed amministrativamente, con le stesse finalità esclusive proprie dei consumatori e degli utenti, con un logo e denominazione indicante i rispettivi ambiti regionali.
L’Associazione per i Diritti dei Cittadini – Umbria APS è la prosecuzione oggettiva e soggettiva, senza soluzione di continuità, della medesima organizzazione già denominata Associazione Consumatori e Utenti dell’Umbria, C.F. 94112850543, costituita a Perugia il 27 gennaio 2007 con atto registrato presso l’Agenzia delle Entrate di Perugia il 31/1/2007. L’Associazione per i Diritti dei Cittadini – Umbria APS, con la denominazione di Associazione Consumatori Utenti dell’Umbria, è stata iscritta nel 2007 all’Albo regionale delle associazioni dei consumatori (ex LR 34/1987) e adeguata successivamente alle disposizioni della LR 17/2014 e negli anni successivi, nel Registro regionale associazioni dei consumatori e utenti della Regione Umbria (LR 17/2014, art. 3 co. 6). Dall’aprile 2013 l’associazione è altresì iscritta al Registro delle Associazioni di Promozione sociale della Regione Umbria.

ART. 2: (Scopo, finalità e attività)
L’Associazione ha come scopo esclusivo la tutela dei consumatori e degli utenti, non ha scopo di lucro e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale,
L’associazione svolge, in favore dei propri associati o di terzi, una o più delle seguenti attività di interesse generale di cui all’art. 5 co. 1 Dlgs 117/2017 (Codice del Terzo Settore): lett. e) Interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell’ambiente e all’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, con esclusione dell’attività esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi, nonché alla tutela degli animali e prevenzione del randagismo ai sensi della L. 14/8/1991 n. 281; lett. i) organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale di cui all’art. 5 del CTS; lett. v) promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; lett. w) promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti dei consumatori e degli utenti delle attività di interesse generale di cui all’art. 5 del CTS, promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche dei tempi di cui all’articolo 27 della legge 8 marzo 2000, n. 53, e i gruppi di acquisto solidale di cui all’articolo 1, comma 266, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
L’associazione si avvale in modo prevalente dell’attività di volontariato degli associati o delle persone aderenti agli enti associati.
L’Associazione, ove lo ritenga opportuno per il conseguimento dei propri fini statutari, può stringere alleanze e intrattenere rapporti con altre organizzazioni italiane, straniere, comunitarie ed internazionali, le quali si prefiggano scopi analoghi, privilegiando il rapporto con le associazioni con le quali ha intrapreso alleanze o federazioni e insieme alle stesse rapportarsi alle istituzioni pubbliche e private richiedendone, ove opportuno e necessario, il riconoscimento e il sostegno.
L’eventuale adesione deve essere approvata dall’assemblea dei soci. E’ confermata la federazione con il Movimento Consumatori sede nazionale.
L’assemblea delibera l’eventuale regolamento di esecuzione dello Statuto per la disciplina degli aspetti organizzativi più particolari.
Per realizzare il proprio oggetto sociale l’Associazione potrà porre in essere le seguenti attività (elencate con finalità esemplificativa e non esaustiva), anche attraverso la promozione e/o partecipazione ad altre associazioni o fondazioni senza scopo di lucro aventi analoghe finalità:
Tutela dei diritti e degli interessi dei consumatori, degli utenti, degli investitori, dei piccoli azionisti, dei risparmiatori e dei contribuenti;
Migliorare la qualità della vita degli stessi;
Promuove lo sviluppo del consumerismo e l’educazione ad un consumo sostenibile compatibile con l’ambiente;
Promuove i diritti e i valori di cui al D.L. 6.9.2005, n. 206
In tale prospettiva si batte per il diritto alla protezione della salute, della sicurezza e della privacy, per il diritto alla tutela degli interessi economici, per il diritto al risarcimento dei danni subiti dai consumatori e dagli utenti, per il diritto di questi ad essere informati, rappresentati ed ascoltati, per offrire loro migliori condizioni di consumo, di utenza, di risparmio, di soggettività fiscale, di qualità ambientali.
Per conseguire le finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, l’associazione potrà promuovere ed organizzare attività ricreative e socializzanti, campagne di sensibilizzazione e di stampa, organizzare incontri e seminari, corsi di formazione per tutti i soggetti interessati alle tematiche consumeriste (enti, associazioni, gruppi di cittadini), realizzare pubblicazioni, promuovere iniziative legislative e normative a qualsiasi livello.
Può sviluppare attività educativo-formative integrate (in un’ottica di costruzione di reti), anche a carattere laboratoriale, sul consumo consapevole e responsabile, rivolte alla scuola, ai giovani e ai cittadini con particolare riferimento alla trasparenza, tracciabilità e sostenibilità delle filiere e in un’ottica sociale, ambientale ed economica;
Può realizzare pubblicazioni periodiche ovvero straordinarie anche on-line;
Può promuovere e/o collaborare a iniziative legislative e normative a livello regionale e nazionale;
Può collaborare con Università, Centri o Istituti di ricerca, anche assumendo incarichi e commesse per studi, ricerche, formazione, attività di vigilanza, di indagine ecc.;
Può agire sia in sede giudiziale che di conciliazione e mediazione presso le competenti autorità, a tutela dei consumatori e degli utenti ai sensi delle leggi in materia;
Può altresì promuovere iniziative di dialogo e cooperazione o convenzione – nella rigorosa distinzione dei ruoli e degli scopi – con enti, istituzioni pubbliche e private, imprese, associazioni di enti e/o di imprese o incubatori di impresa, startup innovative e sostenibili, al fine di contribuire a migliorare gli indicatori di qualità e gli standard di produzione, distribuzione, comunicazione di beni e di servizi, e ciò anche sulla base di apposite convenzioni e in collaborazione con l’Università, gli Istituti di ricerca e la scuola.
L’associazione può esercitare, a norma dell’art. 6 del Codice del Terzo Settore, attività, secondarie e strumentali, sempre ispirate al principio istituzionale, quali assunzione di incarichi e commesse per studi, ricerche, attività di vigilanza e di indagine, con soggetti pubblici e privati.

Può attivare e/o collaborare a centri di documentazione e osservatori specifici sulla comunicazione sociale, ambientale ed economica.

ART.3 Regolamento e Codice Etico
Il presente Statuto è integrato dai Regolamenti e dal Codice Etico, approvati dal Comitato Direttivo dell’Associazione.

TITOLO II – ASSOCIATI

ART. 4: (Ammissione e numero degli associati)
Il numero degli associati è illimitato ma non può essere inferiore al minimo stabilito dalla Legge.

Possono aderire all’associazione:
– ogni persona fisica maggiorenne che ne faccia domanda, che dichiari di accettare il presente Statuto e gli eventuali Regolamenti, il consenso al trattamento dei dati personali e che abbia versato la quota associativa;
– le persone giuridiche che condividano le finalità dell’Associazione, che siano dotate di atti costitutivi o statuti conformi alle disposizioni di legge sulle organizzazioni senza scopo di lucro o sulle associazioni del terzo settore, ed abbiano versato la quota associativa. I rappresentanti delle persone giuridiche, fanno parte dell’assemblea dei soci con pienezza dei diritti, ma esprimono un solo voto, qualunque sia la loro dimensione.
Per aderire all’Associazione è necessario sottoscrivere la domanda di adesione e versare la quota associativa, ovvero effettuare il versamento della quota associativa con modalità di pagamento tracciabili. Il periodo annuale di tesseramento inizia il 1° Gennaio e termina il 31 Dicembre. La durata della quota associativa è di due anni solari, compreso quello in cui avviene l’iscrizione e può essere rinnovata senza limiti. La validità dell’adesione termina il 31 dicembre dell’anno successivo.
Il Consiglio Direttivo entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda di ammissione può, motivando, rigettare la domanda dandone comunicazione all’associato. L’interessato che si è visto rifiutare la domanda di ammissione può, entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione di diniego, chiedere che la prima Assemblea dei soci deliberi sulla domanda non accolta.
Non sono comunque ammesse altre adesioni che violino i principi di legge introducendo criteri di ammissione limitativi di diritti o a termine.
L’associazione non dispone limitazioni e discriminazioni di qualsiasi natura in relazione all’ammissione degli associati e non prevede il diritto di trasferimento, a qualsiasi titolo, della quota associativa.

ART. 5: (Perdita della qualifica di associato)
La qualifica di Associato si perde per decesso, recesso o in seguito a provvedimenti disciplinari. L’esclusione ed i provvedimenti disciplinari sono adottati per gravi e giustificati motivi alla luce delle norme statutarie e del Codice Etico della maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio Direttivo.
Le somme versate a titolo di quota associativa non sono rimborsabili, rivalutabili e trasmissibili. Gli associati che comunque abbiano cessato di appartenere all’associazione non hanno alcun diritto sul patrimonio della stessa.

TITOLO IV – ORGANI DIRETTIVI

ART. 6: (Organi)
Sono organi dell’associazione: L’Assemblea, il Comitato direttivo; il Presidente, il Vicepresidente.

ART. 7: (L’Assemblea)
L’assemblea dei soci è convocata dal Presidente. L’Assemblea si riunisce almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio di esercizio. La convocazione dell’Assemblea avviene mediante comunicazione scritta o elettronica, contenente il luogo, la data e l’ora di prima e seconda convocazione e l’ordine del giorno, resa nota almeno 10 giorni prima della data fissata nella convocazione.
La riunione in seconda convocazione dovrà tenersi almeno ventiquattro ore dopo la prima. La convocazione dell’assemblea deve essere resa nota ai soci mediante affissione di appositi avvisi presso tutte le sedi territoriali e gli sportelli dell’associazione, mediante pubblicazione della convocazione sul sito internet dell’associazione o con ogni altra modalità idonea ad assicurare la conoscibilità della convocazione da parte di tutti i soci.
Le assemblee sono legalmente costituite e possono deliberare in sede ordinaria quando siano presenti, in prima convocazione, almeno la metà più uno dei soci iscritti nell’anno precedente e, in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei soci presenti.
Ciascun associato ha diritto ad esprimere un voto.
Ciascun associato può farsi rappresentare da un altro associato mediante delega scritta, anche in calce all’avviso di convocazione. Ciascun associato può rappresentare sino ad un massimo di 2 associati. Si applicano i co. 4 e 5, art. 2372 del Codice civile, in quanto compatibili.
L’Assemblea deve essere inoltre convocata quando se ne ravvisa la necessità o quando ne è fatta richiesta motivata scritta e sottoscritta da almeno un decimo degli associati.
L’assemblea ha i seguenti poteri:
a. – determina il numero dei componenti il Comitato Direttivo, compreso da un minimo di tre e un massimo di 11 membri;
b. – nomina i componenti del Comitato Direttivo;
c. – delibera sulla responsabilità dei componenti degli organi associativi ai sensi dell’art. 28 del Codice del terzo settore, e promuovere azione di responsabilità nei loro confronti;
d. – approva il bilancio d’esercizio;
e. – determina l’importo della quota associativa;
f. – delibera sulle modificazioni dello Statuto;
g. – approva l’eventuale regolamento dei lavori assembleari;
h.- deliberare lo scioglimento, la trasformazione, la fusione, la scissione dell’associazione;
i. – deliberare sugli altri oggetti attribuiti dalla Legge, dall’Atto costitutivo o dallo Statuto alla sua competenza.

ART. 8: (Consiglio Direttivo)
Il Consiglio Direttivo opera in attuazione della volontà e degli indirizzi generali dell’Assemblea alla quale risponde direttamente. Rientra nella sfera di competenza del Comitato Direttivo tutto quanto non sia per Legge o per Statuto di pertinenza esclusiva dell’assemblea o di altri organi associativi.
In particolare, e tra gli altri, sono compiti di questo organo:

a.- eseguire le deliberazioni dell’assemblea;
b. – curare la gestione dei beni dell’Associazione;
c. – curare la tenuta dei libri sociali;
d. – redigere il rendiconto consuntivo delle entrate e delle uscite da sottoporre all’approvazione dell’assemblea, nonché del bilancio preventivo;
e. – controllare l’applicazione dello Statuto e delle altre norme che regolano l’Associazione;
f. – nominare e revocare il Presidente e il Vicepresidente;
g. – nominare e revocare il Tesoriere;
h. – approvare il Codice Etico e il Regolamento, per disciplinare la vita associativa e le sue attività;
i. – istituire gruppi di lavoro o dipartimenti tematici ai quali affidare il coordinamento di specifici settori di attività dell’associazione, l’elaborazione di iniziative, progetti e proposte. Il coordinamento dei dipartimenti tematici e dei gruppi di lavoro può essere affidato dal Comitato Direttivo ad un proprio componente oppure ad un membro esterno, purché socio dell’associazione;
l. – conferire deleghe, mandati, procure;
m.- approvare le convenzioni e gli accordi con altre associazioni e/o enti, in conformità alle delibere dell’assemblea dei soci;
n. – valutare l’andamento economico e finanziario dell’associazione;
o. – deliberare sull’ammissione dei nuovi soci.

ART. 9 (Funzionamento del Comitato Direttivo)
Il Comitato Direttivo dura in carica per tre anni consecutivi e i suoi membri sono rieleggibili.
Il Comitato Direttivo è validamente costituito quando è presente la maggioranza dei componenti.
Le sedute e le deliberazioni del Comitato Direttivo vengono riportate in apposito verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario verbalizzante e sono conservate agli atti.

Il Comitato Direttivo si riunisce ogni qualvolta il Presidente lo ritiene necessario o quando un terzo dei membri lo richiede per iscritto. Le convocazioni del Comitato Direttivo debbono essere effettuate, con preavviso di almeno 5 giorni rispetto alla data della riunione, a mezzo posta elettronica ovvero con ogni altra modalità idonea ad assicurare la conoscibilità della convocazione da parte di tutti i componenti. L’avviso deve contenere l’ordine del giorno, la data, l’orario e il luogo della seduta.
Le deliberazioni del Comitato Direttivo sono in un’unica convocazione, sono valide con la presenza della maggioranza dei suoi componenti e sono presiedute dal Presidente dell’associazione o dall’eventuale vicepresidente, o in assenza, da un consigliere designato dai presenti. In caso di parità di voti prevale il voto del Presidente.

Gli amministratori, entro 30 giorni dalla notizia della loro nomina, devono chiedere l’iscrizione nel Registro unico nazionale del terzo settore indicando, oltre alle informazioni previste nel co. 6, art. 26 del Codice del terzo settore, a quali di essi è attribuita la rappresentanza dell’associazione e precisando se disgiuntamente o congiuntamente.
In caso di dimissioni o cessazione dalla carica per qualsiasi altra ragione di un membro del Comitato Direttivo, si procede alla sostituzione del membro cessato mediante cooptazione di un nuovo membro da individuare tra i soci ai sensi di legge. La prima Assemblea dei soci successiva sarà chiamata a esprimersi per ratificare la decisione presa dal Comitato Direttivo.
La maggioranza delle dimissioni rese contestualmente determina la decadenza del Comitato Direttivo, che resta in carica per la gestione dell’ordinaria amministrazione e per la convocazione dell’Assemblea, che deve avvenire entro 30 giorni per l’elezione del nuovo Direttivo.

ART. 10: (Presidente e Vicepresidente)
Il Presidente rappresenta legalmente l’associazione nei rapporti interni ed in quelli esterni, nei confronti di terzi ed in giudizio, compie tutti gli atti che la impegnano verso l’esterno. Il Presidente dura in carica quanto il Consiglio Direttivo e cessa per scadenza del mandato, per dimissioni volontarie o per eventuale revoca decisa dal Consiglio direttivo. Il Presidente convoca e presiede l’assemblea e il consiglio direttivo, svolge l’ordinaria amministrazione sulla base delle direttive di questo, riferendo a quest’ultimo in merito all’attività compiuta. E’ facoltà del Presidente, d’intesa con il Consiglio Direttivo, convocare e presiedere assemblee presso le sedi periferiche per discutere con i soci questioni specifiche del territorio.

Il Vicepresidente, sostituisce il Presidente in ogni sua attribuzione ogniqualvolta questi sia impossibilitato nell’esercizio delle sue funzioni.

Art. 11: (Durata delle cariche)
Gli organi sociali durano in carica tre anni e i suoi componenti sono rieleggibili. In caso di dimissioni o cessazione dalla carica per qualsiasi altra ragione di un membro del Consiglio direttivo, si procede alla sostituzione del membro cessato mediante cooptazione di un nuovo membro da individuarsi tra i soci ai sensi di legge. La prima assemblea dei soci successiva sarà chiamata a esprimersi e poi a ratificare eventualmente la decisione presa dal Consiglio Direttivo.

Art. 12: (Incompatibilità)
I soggetti che rivestiranno le cariche sociali previste dal presente statuto non dovranno aver subito alcuna condanna passata in giudicato in relazione all’attività dell’associazione. Si applica l’art. 2382 del Codice civile riguardo alle cause di ineleggibilità e di decadenza. Inoltre non dovranno rivestire la qualifica di imprenditori o di amministratori di imprese di produzione e servizi in qualsiasi forma costituite, per gli stessi settori in cui opera l’associazione e più in generale si 2475-ter del codice civile

ART. 13: (Volontari)
I volontari sono persone che per loro libera scelta svolgono, per il tramite dell’associazione, attività in favore della comunità e del bene comune, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità. La loro attività deve essere svolta in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà. L’attività dei volontari non può essere retribuita in alcun modo, neppure dai beneficiari. Ai volontari possono essere rimborsate dall’associazione soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata, entro limiti massimi e alle condizioni preventivamente stabilite dall’Organo di amministrazione: sono in ogni caso vietati rimborsi spese di tipo forfetario. Le spese sostenute dai volontari possono essere rimborsate nei limiti di quanto previsto dall’art. 17 del D. L. 3 luglio 2017 n. 117. La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’associazione.
L’associazione deve assicurare i volontari contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell’attività di volontariato e per la responsabilità civile verso i terzi.

ART. 14: (Lavoratori) L’associazione può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o di altra natura, anche dei propri associati, solo quando ciò sia necessario ai fini dello svolgimento delle attività di interesse generale e al perseguimento delle finalità statutarie. Il numero dei lavoratori impiegati nell’attività non può essere superiore al 50% del numero dei volontari o al 5% del numero degli associati.

TITOLO V – PATRIMONIO E BILANCIO

ART. 15: (Patrimonio)
Il patrimonio dell’associazione – comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi ed altre entrate comunque denominate – è utilizzato per lo svolgimento delle attività statutarie ai fini dell’esclusivo perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominate, ai propri associati, lavoratori e collaboratori, amministratori ed altri componenti degli organi associativi, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo.

ART. 16: (Risorse economiche)
L’associazione può trarre le risorse economiche necessarie al suo funzionamento e allo svolgimento della propria attività, da fonti diverse, quali:
quote associative, pubblici e privati, donazioni e lasciti testamentari, rendite patrimoniali, proventi da attività di raccolta fondi nonché dalle attività diverse da quelle di interesse generale, di cui all’art. 6 del Codice del Terzo settore: la secondarietà e la strumentalità delle medesime dovranno risultare dai documenti di bilancio.
L’associazione può esercitare anche attività di raccolta fondi, a tal fine eventualmente organizzando eventi ed altre attività non commerciali e attraverso la richiesta a terzi di donazioni, lasciti e contributi di natura non corrispettiva al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale e nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e con il pubblico.
L’Associazione può intrattenere rapporti di conto corrente bancari e/o postali anche on-line.
A tale fine il presidente o un suo delegato possono aprire e operare su conti correnti bancari e/o postali anche on-line intestati all’Associazione ed espletare tutte le attività e le operazioni ordinarie e straordinarie necessarie all’attività dell’Associazione stessa.

ART. 17: (Bilancio di esercizio)
L’associazione deve redigere il bilancio di esercizio annuale o apposito rendiconto con decorrenza dal primo gennaio di ogni anno.
Esso è predisposto dal Consiglio Direttivo, viene approvato dalla Assemblea entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio cui si riferisce il bilancio e depositato presso il Registro unico nazionale del terzo settore.

TITOLO VI – DISPOSIZIONI FINALI

Art. 18: (Modifica dello Statuto)
L’Assemblea ha il potere di deliberare in ordine allo scioglimento dell’Associazione a norma del presente statuto e della legge. Per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati. In caso di non raggiungimento del quorum per due convocazioni consecutive a distanza di 10 giorni lo scioglimento può essere deliberato a maggioranza dei presenti.
La revisione e/o modifica al presente statuto devono essere approvate dall’Assemblea. In deroga a quanto previsto dall’art. 21, comma 2 cod. civile, per la modifica dello statuto, la deliberazione può essere assunta con la maggioranza assoluta degli intervenuti.

ART. 19: (Scioglimento e devoluzione del patrimonio residuo)
In caso di estinzione o scioglimento dell’associazione, il patrimonio residuo è devoluto a soggetti terzi in conformità a quanto previsto dall’art. 9 del decreto legge n. 117 del 2017 (Codice del Terzo Settore).

ART. 20: (Rinvio)
Per quanto non è espressamente previsto dal presente Statuto, dagli eventuali Regolamenti interni e dalle deliberazioni degli organi associativi, si applica quanto previsto dal D. L. 3 luglio 2017, n. 117 e, in quanto compatibile, dal Codice civile.