“E-COMMERCE: CONSIGLI PER EVITARE BRUTTE SORPRESE”

 

Acu Umbria è associata a Movimento Consumatori Nazionale da cui riceviamo un articolo che riteniamo molto utile e che volentieri pubblichiamo

 

Si va meno in negozio e si compra utilizzando sempre più spesso il pc o lo smartphone. Chi infatti non ha effettuato almeno una volta nella vita un acquisto online? Si comprano libri, pezzi di ricambio, vestiti, di tutto.

È il bello della Rete, che molto spesso risolve tanti problemi in tempi record,  ma occorre conoscere i propri diritti e doveri per effettuare acquisti sicuri e questo accade se il consumatore è ben informato. Vi vengono di seguito  forniti consigli per comprare online evitando brutte sorprese, con una panoramica sugli strumenti di tutela per i consumatori.

Il commercio online o ecommerce si è affermato nella prassi quotidiana di pari passo con l’evoluzione tecnologica e con l’uso sempre più diffuso di Internet. Per questo, la direttiva 2011/83/UE, attuata dal d.lgs. 21/2014 in vigore dal giugno del 2014, ha rafforzato la tutela del consumatore già prevista dal Codice del consumo, prevedendo obblighi di informazione e trasparenza in materia di: caratteristiche dei beni e servizi, identità del venditore, prezzo, modalità di pagamento, consegna, reclami, durata del contratto e garanzia legale, estendendo il periodo di recesso a quattordici giorni dalla consegna del bene o dalla conclusione del contratto (in caso di acquisto di servizi).

Purtroppo però non mancano segnalazioni di frequenti inadempimenti da parte dei venditori e talvolta vere e proprie truffe, agevolate dalla conclusione “a distanza” dei contratti e dall’utilizzo della moneta elettronica. Ecco quindi degli utili consigli per comprare online in sicurezza:

  1. Verificare l’identità del professionista: controllare che siano pubblicate in maniera chiara le informazioni obbligatorie sull’identità del professionista, recapiti, caratteristiche essenziali e specifiche del bene e del servizio, il prezzo (comprensivo di imposte, costi aggiuntivi per la consegna e ulteriori voci di spesa), modalità di pagamento, della consegna e relativi termini, la sussistenza o l’esclusione del diritto di recesso (o “ripensamento”), la durata del contratto e le modalità di disdetta (in caso di contratti a tempo indeterminato o con rinnovo automatico), informazioni sulla garanzia legale
  2. Leggere le condizioni generali di vendita: prima di effettuare l’acquisto è opportuno leggere e scaricare le condizioni generali che si applicano. In caso di problematiche successive all’acquisto (ad esempio, mancato rispetto dei termini di consegna, consegna di beni difettosi, ostacoli all’esercizio del diritto di recesso), clausole in contrasto con quanto previsto dal Codice del Consumo sono vessatorie in quanto tali inefficaci. – Come presentare un reclamo: il reclamo può essere inviato in qualsiasi modo, via email, fax o lettera raccomandata, presso i recapiti pubblicati sul sito. Se possibile, per avere la prova della spedizione nei termini, specialmente in caso di denuncia di difetto di conformità, inviare una lettera raccomandata o una pec, comunicazione elettronica gratuita che garantisce le prova della ricezione. Gli indirizzi pec di imprese e professionisti italiani sono reperibili sul sito www. inipec.gov.it/cerca-pec (a cura del Ministero dello Sviluppo economico)
  3. Prudenza in caso di sconti “mirabolanti“: in caso di offerte particolarmente vantaggiose sono frequenti truffe o contraffazioni, soprattutto da parte di siti Internet esteri, nei confronti dei quali, in caso di inadempimento, è complicato far valere i propri diritti
  4. Cosa fare in caso di truffa o mancata consegna e fallimento dell’impresa: verificare se si può attivare la procedura cd. “chargeback” e ottenere lo storno di quanto addebitato sulla carta di credito da parte della società emittente della carta di credito (così anche nei casi di doppi addebiti o addebiti di importo superiore a quello autorizzato). Controlla sempre gli estratti conto della carta di credito
  5. Come fare un pagamento sicuro: le connessioni sicure sono riconosciute dall’abbreviazione https:// oppure dal lucchetto presente in basso a destra nella cornice dello schermo. L’utilizzo di carte di credito prepagate riduce il danno in caso di utilizzo fraudolento nel limite del credito disponibile. Verificare se possibile pagare con contrassegno (alla consegna allo spedizioniere) o bonifico bancario
  6. Strumenti di tutela – Autorità garante della concorrenza e del mercato,  nota anche come “Antitrust” è un’Autorità pubblica indipendente, che ha fra i propri compiti, quello di assicurare il rispetto delle regole poste a tutela dei consumatori (art. 37 bis Codice del Consumo). Si tratta di una tutela collettiva, in quanto l’Agcm non ha il potere di risolvere casi individuali, e quindi di dare soddisfazione al singolo consumatore nella sua controversia. Tuttavia, prende spunto dai casi segnalati per avviare istruttorie, analizzare le condotte delle parti nei rapporti commerciali, anche con poteri ispettivi, e, quando è il caso, applicare sanzioni e vietare determinati comportamenti. In particolare, l’AGCM si occupa di comportamenti anticoncorrenziali e di pratiche commerciali scorrette (contro la violazione di norme poste a tutela dei consumatori nel rapporto contrattuale con professionisti). L’Autorità si attiva sia d’ufficio, sia su sollecitazione di associazioni di consumatori, imprese o singoli cittadini. Le segnalazioni possono essere inoltrate attraverso lo “Sportello Antitrust”: online su www.agcm.it; telefonicamente, al numero verde gratuito 800166661.
  7. Azione inibitoria contro le clausole vessatorie: le associazioni dei consumatori rappresentative a livello nazionale ai sensi del Codice del Consumo (art. 137) sono legittimate ad esercitare l’azione giudiziaria (detta “inibitoria”) per convenire in giudizio il professionista o l’associazione di professionisti che utilizzano, o che raccomandano l’utilizzo di condizioni generali di contratto e richiedere al giudice competente di inibire con sentenza l’uso delle condizioni di cui sia accertata l’abusività. Questa azione inibitoria può essere esercitata anche dalle associazioni rappresentative dei professionisti e dalle Camere di commercio. Non può essere esercitata dai singoli consumatori
  8. Azione inibitoria contro atti o comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori e degli utenti: le associazioni di consumatori sono legittimate ad agire in giudizio a tutela degli interessi collettivi dei consumatori e degli utenti richiedendo al tribunale: a) di inibire gli atti e i comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori e degli utenti; b) di adottare le misure idonee a correggere o eliminare gli effetti dannosi delle violazioni accertate; c) di ordinare la pubblicazione del provvedimento su uno o più quotidiani a diffusione nazionale oppure locale nei casi in cui la pubblicità del provvedimento può contribuire a correggere o eliminare gli effetti delle violazioni accertate. Nessun altro soggetto, oltre alle associazioni dei consumatori, è legittimato ad esercitare questa azione

 Chargeback: consiste nella restituzione di una somma pagata tramite strumenti elettronici previo disconoscimento dell’operazione da parte del titolare. In Italia è disciplinato dall’art 9 del D.Lgs. n. 11/2010, che attua la direttiva 2007/64/CE sui sistemi di pagamento. Direttiva e decreto si occupano esclusivamente dei rapporti fra chi paga (consumatore) e il prestatore dei servizi di pagamento (psp), cioè banche, gestori di circuiti di carte di pagamento elettronico, ecc. Scopo della norma è tutelare il pagatore nei casi di clonazione della carta o di furto dell’identità digitale: il consumatore può disconoscere una determinata operazione e ottenere il riaccredito della somma direttamente dall’ente gestore del servizio di pagamento (psp). Starà a quest’ultimo, dopo avere effettuato le verifiche del caso, cercare di riottenere le somme dai terzi coinvolti. Solo in sei Paesi Ue, ma non in Italia, il chargeback è regolamentato per legge anche nei rapporti tra venditore e consumatore, per gli aspetti che riguardano l’inadempimento totale o parziale da parte del venditore. Si pensi, ad esempio, alla mancata consegna della merce acquistata o a merce difettosa o non conforme a quella ordinata.

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